IL MESSAGGERO - Domenica 17 Aprile 2005

Middio, la tua osteria era un “teatro” di umanità

Il suo comunismo era di marca “francescana”.
Un uomo dal cuore aperto e generoso, carico di umanità

di ALESSANDRO CENTINARO
Middio Poli ci ha lasciati: un malaugurato infarto lo ha stroncato sul “palcoscenico” di quella sua osteria, ricca di bontà gastronomica ed umana, che tanto cara rimane a tutti gli ascolani amanti della buona cucina, del buon vino e del conversare sapido e fraterno. Il suo cuore era aperto e generoso; purtroppo era anche fragile. Quel suo cuore, che ha ceduto (mi piace pensare per troppa esuberanza di carica emotiva), non ce lo scorderemo: l’osteria di Middio resta per noi non soltanto un luogo di ritrovo divenuto di moda, ma anche un teatro d’umanità, dove tutti gli avventori erano attori, e lui un fantasioso regista da commedia dell’arte.
Si faceva chiamare “Middio lu gnorante”; non perché fosse ignorante, avendo anzi fatto studi universitari, ed avendo una bella intelligenza storica e politica: forse si definiva “gnorante” in senso socratico, nel senso cioè in cui Socrate affermava “di sapere una sola cosa, ossia di nulla sapere”, per dire che la più alta forma di intelligenza è il dubbio, il non riposare sugli schematismi del sapere tradizionale, il mettere in discussione tutto, meno che i valori fondanti dell’umanità.
Si definiva comunista, ma il suo era un comunismo di marca francescana (“impariamo dagli animali”, diceva, alludendo al nostro artefatto abdicare alla innocenza di natura); anche in altri ormai “storici” tempi, lungi dall’assecondare i rigori del vetero-comunismo di Mosca, era un tipo che non avrebbe fatto male ad una... mosca; mesceva ottimo vino quasi in spirito di fraterna comunione, come una sorta di sacerdote laico in quel tempio della fratellanza che lui insisteva a chiamare “osteria” (in omaggio alla memoria popolare) pur in una attualità in cui imperversa la volgarità omologata e tele-massificata di nuovi ritrovi che inalberano nomi plastificati del tipo “ristoranteria”, “risto-pizza”, “pub-pop”, “risto-pub” od altre linguistiche forzature dell’effimero consumista.
Gli rimproveravo, io liberale, di non accettare la moderna ed aggiornata cultura del liberalismo: ma forse il suo liberalismo di natura e di generosità era superiore al mio. In quell’osteria venivano (e verranno ancora) tutti, di ogni tendenza, perché le tendenze passano, e l’umanità è, se non eterna, intertemporale. Addio, amico Middio: se c’è un Paradiso, già ti ha accolto, pur sapendo che fonderai il sindacato dei semplici Beati, come te, per rivendicare la qualifica di Santi!

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