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Da Middio
può capitare di sedersi e mangiare assieme a perfetti sconosciuti,
ma non è civetteria alla moda, è così da sempre;
i numerosi habitués lo sanno e non ci fanno caso più di
tanto. Nella recente sede di via delle Canterine, Middio ha perso un
po' della magìa popolare originaria ma i neofiti non se ne accorgeranno,
catturati dal clima di autenticità e soprattutto dalla qualità
del mangiare.
Il locale non ha arredi di atmosfera ma, pur essendo di nuova apertura,
rimane vero, senza fronzoli o ammiccamenti. Le offerte variano di giorno
in giorno ruotando intorno agli storici piatti del territorio interpretati
in modo semplice, gustoso e, malgrado i nomi, leggero: vincisgrassi,
bucatini all'amatriciana, carbonara, baccalà, trippa, fagioli
con le cotiche, spezzatino, pecora alla callara (cotta, cioè,
lentamente nel caldaio), minestra di lenticchie e altro; il tutto accompagnato
da buoni vini, tra cui gli ottimi biologici dell'azienda Aurora di Offida.
Un consiglio: non chiedete mai cose del tipo "insalatone":
Middio vi risponde che "chi sta male deve stare a casa".
Qualche volta c'è anche la zuppa inglese, preparata come tutto
il resto da Gigliola, moglie di Middio; altrimenti vi accontenterete
dei cantucci con il vino cotto. Si spende poco, ma non ditelo, perché
già i prezzi iniziano a salire leggermente. Il conto vi arriva
su di un normale scontrino di cassa su cui campeggia il simbolo della
falce e martello (ritratti del Che e di Lenin, del resto, sono ben visibili
nella sala, a testimoniare una fede mai tradita).
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