LA STAMPA WEB - Venerdi 15 Aprile 2005 (proprio quel porco giorno...)

Osterie d'Italia

Vincisgrassi, trippa e fagioli con le cotiche

di PAOLA GHO

Da Middio può capitare di sedersi e mangiare assieme a perfetti sconosciuti, ma non è civetteria alla moda, è così da sempre; i numerosi habitués lo sanno e non ci fanno caso più di tanto. Nella recente sede di via delle Canterine, Middio ha perso un po' della magìa popolare originaria ma i neofiti non se ne accorgeranno, catturati dal clima di autenticità e soprattutto dalla qualità del mangiare.
Il locale non ha arredi di atmosfera ma, pur essendo di nuova apertura, rimane vero, senza fronzoli o ammiccamenti. Le offerte variano di giorno in giorno ruotando intorno agli storici piatti del territorio interpretati in modo semplice, gustoso e, malgrado i nomi, leggero: vincisgrassi, bucatini all'amatriciana, carbonara, baccalà, trippa, fagioli con le cotiche, spezzatino, pecora alla callara (cotta, cioè, lentamente nel caldaio), minestra di lenticchie e altro; il tutto accompagnato da buoni vini, tra cui gli ottimi biologici dell'azienda Aurora di Offida. Un consiglio: non chiedete mai cose del tipo "insalatone": Middio vi risponde che "chi sta male deve stare a casa".
Qualche volta c'è anche la zuppa inglese, preparata come tutto il resto da Gigliola, moglie di Middio; altrimenti vi accontenterete dei cantucci con il vino cotto. Si spende poco, ma non ditelo, perché già i prezzi iniziano a salire leggermente. Il conto vi arriva su di un normale scontrino di cassa su cui campeggia il simbolo della falce e martello (ritratti del Che e di Lenin, del resto, sono ben visibili nella sala, a testimoniare una fede mai tradita).

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